Relazione al Parlamento: il 2% del Pil č il costo sociale per la lotta alla droga

In calo il consumo degli stupefacenti in Italia, ma non per i giovani




Costi per l’acquisto delle sostanze, costi di contrasto e detenzione, costi socio-sanitari e perdita di produttività: nel 2011 la spesa sociale è di 31,2 miliardi di euro (2% del Pil) nella lotta alla droga. Lo rileva l’"Introduzione alla Relazione annuale al Parlamento 2012 Sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia - Dati relativi all’anno 2011 e primo semestre 2012 – elaborazioni 2012".
Lo Stato spende poi circa 2 miliardi di euro (7,1% del totale) in attività di contrasto alla tossicodipendenza di cui quasi la metà (48,2%) per la detenzione, il 18,7% per le attività delle forze dell’ordine e il 32,6% per le attività di tribunali e prefetture.

Per quanto concerne la cannabis si registra una lieve tendenza all’aumento tra la popolazione studentesca. Sempre tra i giovani si assiste a una ripresa dei consumi di stimolanti, mentre i consumi di cocaina e allucinogeni presentano un trend in diminuzione.

Per l’eroina c’è, in generale, una diminuzione dei consumi affiancata a un’assunzione stabile da parte degli studenti dell’Italia meridionale e insulare e della popolazione femminile.

L’età media dei nuovi utenti (di coloro cioè che per la prima volta si rivolgono ai servizi) è di 31,6 anni, con un incremento del periodo di tempo fuori trattamento - e dei rischi che ne conseguono - e un arrivo sempre più tardivo alle strutture socio-sanitari.
Inoltre, rispetto al 2010, si registra la chiusura di 26 strutture socio-riabilitative.

L’assistenza sanitaria, malgrado qualche beneficio in termini di risparmio, registra una spesa complessiva di 1,8 miliardi di euro, di cui il 40,2% per la cura delle patologie correlate, il 40,0% per l’assistenza dei soggetti presso i servizi e il 14,2% per l’assistenza nelle strutture socio-riabilitative.
A fronte di ogni miliardo circa di euro investiti nell’anno per l’assistenza socio-sanitaria ne deriva un beneficio diretto di circa 6 miliardi. C’è, da un lato, il risparmio per il mancato acquisto delle sostanze da parte dei tossicodipendenti in trattamento, che passa da da 2,19 miliardi a 8,8 milardi, a cui si aggiunge il reddito da lavoro dei soggetti riabilitati e nuovamente reinseriti nel mondo del lavoro (3,9 miliardi euro), per un totale di almeno 6 miliardi di benefici.

L’investimento delle regioni è pari a circa 48 milioni di euro investiti in prevenzione con un aumento nel settore del 60%. Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, le regioni che hanno maggiormente investito in prevenzione selettiva (mirata a gruppi specifici). il 21 % del proprio budget annuale per un totale di 1.497.000 euro.

Dati realtivi all’anno 2011 e primo semestre 2012
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8 Agosto 2012