Pompili annuncia la futura Cittadella dei servizi sociali integrati degli ISMA

In foto Massimo Pompili, presidente ISMA,
durante la conferenza di presentazione del Festival



Al MAXXI di Roma




In occasione della presentazione in anteprima del docufilm “Io segno un mondo” al Cinedeaf, il Festival Internazionale del cinema sordo di Roma, il neo presidente degli ISMA, Massimo Pompili, annuncia il progetto di realizzazione della Cittadella dei servizi sociali integrati presso la struttura di Val Cannuta.
Il Presidente, in carica dall’8 agosto 2013, illustra l’attuale stato operativo della struttura, gli obiettivi del progetto e le relative strategie di realizzazione, nonché la copertura territoriale che la Cittadella è in grado di garantire.



Gli ISMA hanno concesso la struttura di Val Cannuta per le riprese del docufilm “Io segno un mondo” presentato in occasione del Cinedeaf, il Festival Internazionale del cinema sordo di Roma.
Quale messaggio hanno voluto trasmettere gli Istituiti?

È stato molto importante dare questa opportunità. Per due ragioni. La prima riguarda l’attenzione che gli ISMA pongono alla problematica della sordità. La seconda è costituita dall’aver voluto, nel nostro piccolo, dare un contributo per il riconoscimento all’interno della legislazione italiana della L.I.S. a sostegno di tutti coloro che da anni si battono in questa direzione.


Un’iniziativa isolata quella del Cinedeaf o la prima espressione di rottura di una lunga serie di silenzi?
Naturalmente questa manifestazione artistica, costruita nel corso di tre anni, è la dimostrazione di come dei ragazzi sordi possano esprimersi e rompere la barriera del loro handicap addirittura attraverso la musica e il ballo. Deve dare luogo a una continuità di iniziative.
Nel mio intervento di saluto alla presentazione del Cinedeaf, al MAXXI, ho colto, infatti, l’occasione per fare riferimento al finanziamento di euro 2.900.000.00 che la Regione Lazio ha destinato alla realizzazione della Cittadella dei servizi integrati presso la nostra struttura di Val Cannuta; al contempo ho auspicato che un progetto sulla sordità possa trovare casa proprio lì.


Qual è il ruolo delle Istituzioni in questo percorso di continuità?
È nostra intenzione, insieme innanzi tutto all’Istituto dei sordi, a esperti che si occupano della LIS e alle Istituzioni, costruire le condizioni per dimostrare che nessuno deve essere lasciato solo, e che si deve rompere un silenzio che finora non soltanto i sordi hanno riscontrato per il loro handicap ma che anche le Istituzioni hanno dimostrato nei loro confronti.


La struttura di Val Cannuta: qual è il suo stato attuale e quale futuro l’attende?
Val Cannuta è una struttura di 20.000 m², di cui 5.000 coperti, situata nel XIII Municipio; al suo interno attualmente si svolge un servizio di Segretariato Sociale le cui finalità sono quelle di intercettare le varie forme di disagio minorile presenti sul territorio.
Di recente è stato presentato da parte della cooperativa Passo dopo Passo, che fino adesso ha operato in questo senso all’interno della Struttura, un progetto denominato “Polo giovani” molto ambizioso il quale propone di entrare in rapporto con tutte le associazioni, tutte le istituzioni, laiche e religiose, che a vario titolo si sono occupate in questi anni di disagio minorile a cominciare dalle scuole.


Fare rete con le realtà istituzionali e associative del territorio capitolino è dunque l’obiettivo?
Il punto di caduta è tentare di fare sistema senza ledere l’autonomia di ognuna di queste situazioni. Ma comunque con la disponibilità di poter far fruire anche a queste realtà degli spazi di Val Cannuta. 


Quale sarà l’area territoriale di riferimento della struttura di Val Cannuta?
Ragionevolmente, tenendo conto della sua ubicazione, la struttura abbraccia un territorio che può essere quello del XI, XVII, XIII, XIV Municipio. Tuttavia non si tratta di considerare la Cittadella dei servizi sociali integrati una struttura territoriale, bensì un polo che attraverso collegamenti con Roma Capitale e la Regione si occupi, in modo aperto e disponibile, di forme di disagio considerate prioritarie e ovunque presenti.



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