Gli ISMA sostengono il Festival Internazionale del Cinema Sordo di Roma

In foto Massimo Pompili, presidente ISMA,
durante la conferenza di presentazione del Festival


Al via la II edizione del Cinedealf



«Quando ci è stata fatta la richiesta di poter utilizzare la struttura di Val Cannuta come location per la ripresa di alcune scene del docufilm “Io segno un mondo”, abbiamo aderito con grande entusiasmo.
Questa struttura, grazie al lavoro dell’Assessorato alle Politiche Sociali, in particolare all’impegno del suo direttore, il dott. Magrini, nei prossimi anni diventerà la Città dei servizi sociali integrati a Roma. Sarà una grande operazione di carattere sociale, dal costo di 2 milioni e novecento mila euro, che indirizzerà la propria attenzione ai soggetti più deboli della nostra società a cui credo sia un obbligo da parte di tutti noi rivolgere una certa considerazione e una particolare sensibilità.
Il mio auspicio è che a partire da quest’iniziativa, la realtà dei ragazzi sordi trovi almeno una parte della propria allocazione esistenziale all’interno della cittadella dei servizi integrati di Val Cannuta e che possano alcune esperienze che ci verranno proposte sottoforma di progetti essere finanziate dalla Regione, dall’Assessorato alle Politiche Sociali anche di concerto con l’Assessorato alla cultura e naturalmente da noi.
Sarebbe un po’ come rompere insieme il silenzio che c’è  stato finora».




Con queste parole, il presidente degli ISMA, Massimo Pompili è intervenuto in occasione della presentazione della seconda edizione del Cinedeaf, il Festival Internazionale del Cinema Sordo di Roma e della presentazione in anteprima del docufilm “Io segno un mondo” parzialmente girato presso Val Cannuta, struttura di proprietà dell’Ente.


Ha aperto l’incontro a più voci, ospitato presso il MAXXI (Museo nazionale delle Arti del XXI secolo), il segretario generale della Fondazione MAXXI, Francesco Spano, che ha annunciato la firma di un protocollo d’intesa con l’Istituto Statale per Sordi di Roma da parte del MAXXI “al fine di accogliere tutte le qualità, le esigenze e le caratteristiche di un pubblico il più vasto possibile”.
Spano ha anche colto l’occasione per presentare Manuela Custerman del Teatro Vascello, sede che dal 29 novembre al 1 dicembre 2013 ospiterà nel quartiere capitolino di Monte Verde Vecchio il Festival.


Se promotore dell’evento è stato l’Istituto Statale per Sordi di Roma, rappresentato in sede dal portavoce del commissario straordinario Ivano Spano, “il primo a credere nel Festiva e a dare un aiuto concreto affinché la settima arte sia fruibile da tutti è stato l’Istituto Giapponese di cultura” ha sottolineato, Naoko Sugimoto, rappresentante dello stesso. “Un’opportunità di riflessione – ha tenuto a precisare Sugimoto - per enti, istituzioni e organizzazioni private affinché offrano il proprio contributo per migliorare i servizi alle persone che difettano delle comuni abilità”.


Non è rimasta indifferente all’appello la Regione Lazio, in particolare la Segreteria Assessorato alle Politiche giovanili.
Ha portato i saluti dell’assessore Lidia Ravera e sottolineato la presenza all’incontro del direttore del Dipartimento Politiche Sociali, Guido Magrini e il presidente e il vicepresidente degli ISMA, rispettivamente Massimo Pompili e Salvatore Doddi, Pierluigi Regoli, responsabile della Segreteria.
“Noi crediamo in tutti i linguaggi, anche del cinema” ha dichiarato Regoli. “Soltanto quattro settimane fa abbiamo cambiato la legge sul cinema entrando nella Film Commission. Il Lazio era l’unica regione d’Italia, di quelle che fanno cinema, che non aveva una Film Commission. Ci siamo dati delle possibilità nuove attraverso questa legge: insegnare il cinema a scuola; io dico insegnare anche il cinema sordo in modo sempre più professionale. E questo vale non soltanto per il cinema, ma per tutte le art audiovisive.
È compito anche onorevole - ha concluso il Responsabile della Segreteria - della Regione investire denaro pubblico in queste occasioni, in queste possibilità per sviluppare nuove tecnologie, ma soprattutto per colmare gap sociali e culturali”.


Testimonial d’eccezione è stato Daniele Silvestri impegnato sia nella lotta alla violenza sulle donne, sia nel riconoscimento e nella diffusione della lingua dei segni. Il cantante ha dato il suo contributo anche realizzando parte della colonna sonora di “Io segno un mondo”.


Impegnata nello stesso riconoscimento è la Commissione Regione Lazio Cultura presieduta da Eugenio Patanè, la cui portavoce, Angela Verner, ha annunciato la proposta formale per il riconoscimento della LIS (Lingua Italiana dei Segni) all’interno della collettività.


È intervenuta, tra gli altri, Deborah Donadio, operatrice del Cinedeaf, che ha illustrato il duplice obiettivo del Festival: promuovere l’accessibilità culturale attraverso il coinvolgimento di registi e attori sordi e favorire l’integrazione aprendo l’iniziativa sia alle persone udenti, sia a quelle sorde.


“Con lo scopo di promuovere l’abbattimento delle barriere della comunicazione è stata subito abbracciata la manifestazione anche dall’ENS, l’Ente Nazionale dei Sordi” ha specificato Francesco Bassani che ha colto l’occasione per evidenziare “il recente impegno dell’Ente con il servizio pubblico televisivo, la RAI, per una maggiore diffusione dei sottotitoli”.


Un altro nuovo progetto è stato annunciato dal preside dell’Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi, Francesco Maria di Tullio, che ha comunicato il lancio dell’Università Popolare Integrata per Sordi. A gennaio probabilmente partirà l’indirizzo “Arte cinematografica e produzione televisiva”.


Ha infine presentato il docufilm, Corrado Grego, produttore esecutivo dello stesso che ha spiegato come scopo della realizzazione audiovisivo sia stata la divulgazione delle difficoltà, dei desideri, delle aspettative, delle speranze dei ragazzi sordi che hanno frequentato il corso di danza di Ambra Bianchini e partecipato alla realizzazione del lungometraggio.
“Abbiamo voluto rendere questo prodotto multi target – ha precisato Grego - cioè fruibile dagli udenti, dai sordi che segnano e dai sordi che non segnano, gli oralisti”.


Una lettura di comprensione di quello che è il fenomeno della sordità l’ha fornita Ambra Bianchini, psicologa, conoscitrice della lingua dei segni e insegnante di ballo alle persone sorde, spiegando che “la sordità vive nell’oscurità. Non è una malattia che si trova nelle orecchie, ma nella coscienza della gente” ha concluso.



22 novembre 2013