Avo: servizio ospedaliero più flessibile e variegato

A Roma




Si è svolto questa mattina l’incontro a più voci organizzato dall’Avo (Associazione volontari ospedalieri) presso il Complesso del Santo Spirito in Sassia, “Il volontariato tra ospedale e territorio – Nuovi modelli di continuità assistenziale”.


Ha aperto l’incontro la presidente, Luigina Pitascio, che ha sottolineato come trasparenza e valutazione costituiscano il binomio vincente per un’azienda ospedaliera efficiente e competitiva.


Per conto del segretario regionale di Cittadinanzattiva, Roberto Rea, è intervenuta Alessandra Mundo che ha evidenziato come il “fare rete, nel rispetto delle competenze, sia essenziale per il raggiungimento dell’obbiettivo che accomuna terzo settore e istituzioni”.


Silvana Zambrini, presidente Antea e past president della Conferenza regionale del volontariato, ha preso la parola per Claudio Cecchini, assessore alla provincia di Roma, invitato per il suo passato da volontario presso la Caritas di Roma e di collaboratore di don Luigi di Liegro, spiegando come “il volontariato abbia bisogno di dotarsi della competenza necessaria a stimolare la collaborazione delle istituzioni e a fare rete avendo ben chiari i concetti “S”: solidarietà (parola vuota senza giustizia sociale) e sostenibilità, economica e sociale, per uscire dal solo livello di protesta. La legge 266 sul volontariato – ha proseguito Zambrini - è stata una grande conquista, ma anche veicolo di situazioni negative avendo messo le associazioni l’una contro l’altra per accaparrarsi i finanziamenti statali. Ho chiesto al nuovo presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, - ha concluso la Presidente Antea - che tale legge, insieme alla 29 sempre sul volontariato, vengano riviste”.


Ha concluso il confronto Claudio Lodoli, presidente Federavo, che ha messo in rilievo “la recente rimodulaizone a geometria variabile del servizio fornito dall’Avo all’ospedale affinchè sia sempre più flessibile e variegato”.


18 Marzo 2013